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Cosa è l’osteopatia e i trattamenti osteopatiaci

L’osteopatia è nata negli Stati Uniti alla fine dell’800, ad opera del Medico Andrew Taylor Still, ed è stata originariamente pensata come modello concettuale distinto per affrontare tutte le patologie, come un’alternativa radicale a quello che era visto come un sistema medico fallimentare. Ora, invece, negli Stati Uniti, il percorso formativo risulta quasi sovrapponibile alla medicina allopatica, tanto da mettere in dubbio l’esistenza di due percorsi distinti nella formazione medica (Doctor of Medicine – MD e Doctor of Osteopathic Medicine – DO). 

In Europa possiamo vedere che esiste una grande difformità nella formazione, che rende difficile identificare un comune percorso formativo e condurre ad una descrizione univoca di osteopatia. In Italia sono proposti corsi di durata variabile da 3 a 6 anni, o master universitari di specializzazione.

Storicamente, l’osteopatia viene vista come una medicina olistica che mira al mantenimento della corretta perfusione sanguigna, correggendo disfunzioni osteopatiche, definite come perdita o alterazione del normale movimento di una parte del corpo (visceri inclusi), per incoraggiare il corpo ad auto-guarirsi (il normale processo di auto-regolazione del corpo). La pratica dell’osteopatia prevede, come mezzo terapeutico, l’utilizzo soprattutto di tecniche manuali passive, che afferiscono ad alcuni degli ambiti di competenza del fisioterapista. 

Infatti, la fisioterapia è la disciplina si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione delle disfunzioni, attuali e potenziali, di vari sistemi (in particolare muscoloscheletrico, neuromotorio, cognitivo, cardiorespiratorio, pelvi-perineale, viscerale) e prevede l’utilizzo di diverse tipologie di intervento, non solo passive. 

L’osteopatia è una pratica sanitaria appartenente alle Medicine Non Convenzionali (MNC) e, come tale, non facente parte del sistema sanitario dominante della maggior parte dei Paesi del mondo. Il relativo approccio terapeutico afferisce prevalentemente ad uno dei tanti ambiti di competenza del fisioterapista: la valutazione ed il trattamento manuale passivo. 

In fisioterapia la scelta della modalità di intervento deve basarsi sulle più recenti scoperte in ambito medico e può includere l’applicazione di: tecniche osteopatiche; terapie manuali; esercizi terapeutici, finalizzati ad esempio al rinforzo muscolare, al controllo motorio, alla valutazione e correzione di alterazioni posturali, all’apprendimento di una più corretta gestualità specifica (ad esempio nelle attività quotidiane, sportive, lavorative); la valutazione e l’addestramento all’uso di dispositivi (ausili, protesi, ortesi e bendaggi); l’applicazione di terapie fisiche; l’educazione terapeutica al mantenimento dello stato di salute.

L’osteopatia non deve essere confusa con la terapia manuale, che è una specializzazione della fisioterapia. Tra le competenze del Fisioterapista specializzato in Terapia Manuale, sono presenti alcune tecniche di derivazione osteopatica ma utilizzate secondo i principi della medicina convenzionale e supportate dalle prove di efficacia dell’Evidence-Based Practice (EBP). 

Il fisioterapista, con delle competenze osteopatiche, potrà quindi inserire nelle sue valutazioni e nel suo trattamento le tecniche osteopatiche che meglio si adattano al paziente che ha di fronte, nel rispetto delle richieste dello stesso e delle evidenze scientifiche. 

Testo tratto da “Position Statement dell’Associazione Italiana Fisioterapisti – AIFI
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